Ho sempre pensato che le parole “ruolazione” e “interpretazione” fossero sinonimi e che comunque entrambi i termini fossero finalizzati a creare una storia, per raccontarla, con le parole e gli atteggiamenti propri di un personaggio, a un ipotetico pubblico invisibile.
Sono una principessa del Regno dei Sogni e adesso che finalmente posso interpretare il mio ruolo me ne andrò in giro tra le onde della Grande Rete per scoprire le mie origini e per raccontare a tutti la mia storia.
Credevo che la maggior parte dei giocatori di ruolo del web (per lo meno quelli esperti ed evoluti) fosse dotata di mentalità elastica e creativa, capace di far fronte ad ogni situazione e di cavarsela egregiamente con l'ausilio delle sole parole, senza dover sempre avere la pappa servita pronta da parte di un master.
Il “mio” concetto di ruolazione affonda le sue radici in questa convinzione.
Non avevo mai giocato di ruolo prima di allora, ma con quegli strani tipi potevo essere finalmente me stessa. Raccontavano belle storie e anche se mi guardavano come un essere di rango inferiore, mi divertivo a giocare. Certo i regolamenti erano complicati e loro avevano una vaga puzzettina snob sotto al naso, ma che m'importava? In fondo era solo un gioco... e l'importante era divertirsi... oppure no?Beh... insomma, certo c'era parecchia gente che prendeva tutto troppo maledettamente sul serio, ma la Fantasia è una chiave capace di aprire tutte le porte e alcuni altri sapevano creare mondi sublimi con il solo ausilio delle parole... e le parole diventavano frasi, le frasi crescevano in poesia, e la poesia realizzava uno scambio dell'anima fatto di sintonie profonde.
Ero anche convinta che esistesse un certo numero di giocatori capaci di andare oltre al divertimento finalizzato all'istante, per fissare nella memoria e nell'immaginario collettivo avventure indimenticabili, trasformando il gioco in scrittura creativa di qualità – se non elevata – quanto meno accettabile da parte di un ipotetico lettore non coinvolto nel gioco e pertanto oggettivamente imparziale. Veramente di questo sono ancora convinta e il mio giocare nel play by chat di Ashura e nel play by forum di Dragonisland/Ambar mi conferma sempre più in questa convinzione. Ma parlando di “ruolazione”, “narrazione” – o peggio di “interpretazione”, pare si rischi fin troppo spesso di fare... confusione.Alcuni anni fa, ai primordi della Grande Rete, non era raro trovare siti in cui la gente era disposta a soffermarsi per leggere, approfondire e scrivere a sua volta in un italiano comprensibile (non foss'altro che per farsi bene intendere dagli interlocutori sconosciuti dall'altra parte dello schermo).
E c'erano anche alcuni piccoli mondi virtuali in cui la Poesia e l'Arte andavano a braccetto con il Gioco di Ruolo.
Le storie fantasy derivanti da giocate di ruolo – un esempio per tutti “Le Cronache di Dragonlance” - potevano assumere connotati addirittura epici e trasportare autori e lettori in un mondo parallelo coinvolgente e di elevato spessore narrativo.
Credo di poter affermare con tranquilla sicurezza che, in tali casi, eravamo in presenza di un fenomeno culturale importante che aveva permesso alla ruolazione di evolversi in narrazione a più mani. E il divertimento non era certo inferiore a quello di una giocata fine a se stessa, al contrario!
Talvolta era come essere trascinati nell'immensa vibrazione di un'armonia cosmica che percepivi e cantavi anche se non l'avevi mai sentita prima e non sapevi su quali note si sarebbero dispiegati gli accordi successivi.
Era come volare sulle candide ali di un cigno... una rete immensa di armonia, melodia e sintonie possibili anche a grande distanza.
Ma una rondine non fa primavera e la mia piccola principessa romantica, oggi si guarda intorno smarrita e non riconosce più lo scenario che le gira intorno.
Non so come ci sono finita dentro, ma devo essere capitata in una strana favola che non mi piace. Certo comincia con il solito “c'era una volta” ma il finale è cambiato e al posto del solito, rassicurante “e vissero felici e contenti”, c'è una sola parola che non mi dice niente: “Figo”.
La mia principessa non trova più perle iridescenti di parole da cavalcare, ma numeri incolonnati che marciano compatti come un esercito di carri armati.
Attorno a me c'è tanta nebbia che si addensa a coprirmi gli occhi e la bocca, ovattandomi di oblio.
Un principe non più azzurro ma in bianco e nero la abborda, parlando di statistiche e di mercato. E lei sbadiglia e si assopisce, sognando le vecchie poesie d'amore dei bei tempi andati.
Sogno gli scrigni ermetici che il fondo del mare custodisce sepolti nella sabbia, invisibili ai naviganti che veleggiano in superficie.
Mentre dorme, attorno a lei volano due mosche bianche in via d'estinzione: si chiamano Arte e Originalità, ma è sempre più difficile trovarle in giro per la Rete.
I grandi siti fantasy sono diventati impersonali, spocchiosi e chiusi come sette segrete. Il ricambio generazionale è sempre più rapido e non si riesce neppure ad affezionarsi a qualcuno che subito sparisce dalla circolazione.
Proliferano le communities formato gigante, alle quali magari ci si iscrive a pagamento e lentamente spariscono le piccole realtà accoglienti e un po' grezze, che ti facevano sentire “di casa” fin dai primi saluti.
I lurkers (=guardoni informatici) abbondano e prendono senza lasciare nulla in cambio, se non l'amaro in bocca a chi si è tanto sbattuto per creare un posto “per raccontare storie insieme”.
Ma qualcuno ha scoperto l'acqua calda e rispolverato la parola “ruolazione”. Solo che quella parola ha cambiato bandiera e pare avere assunto tutt'altro significato rispetto a quello che io conoscevo.
Oggi ho incontrato un tizio che mi ha invitato nella sua land. Dice che è un posto magico, dove dovrei trovarmi benissimo, perchè da quelle parti tutti ruolano liberamente. Ci sono andata e devo dire che è veramente molto carino, con tutte quelle immagini animate, le mappe, le gilde, i mercati. Non riesco a capire dove sono gli abitanti però... non ci sono molte parole scritte e neppure storie di gesta e racconti: solo un regolamento, il contesto socioculturale della land e schede di oggetti, nomi. Ah... ho capito: si gioca in chat. Mah... vedremo
Le parole scritte diventano sempre meno importanti e le “land” interattive incontrano il favore di un'utenza vasta, ma frettolosa, che non ha voglia di leggere e scrivere storie. Nascono gli EUMATE (=Entra-Uccidi-Mostro-Arraffa-Tesoro-Esci), che si affiancano ai Power Players ed ai Massacratori e per i ruolatori puri le cose si fanno sempre più difficili. Un tempo la parola “ruolare” indicava un gioco di ruolo per esperti dal palato fine che, non contentandosi più delle giocate di semplice combattimento, si lasciavano coinvolgere dalla trama a tal punto che la Storia diventava il fine stesso del giocare. Così almeno ci spiega il mio amico Chris Tavares Dias, che ha dalla sua prestigio ed esperienza nel campo del GdR e della masterizzazione.
Nelle land ruolare assume tutt'altro significato e diventa sinonimo di “agire come il personaggio”, ma con poche parole e tanti fatti.
La differenza pare una questione di lana caprina, ma è sostanziale.
Mi hanno detto che non so ruolare, che scrivo troppo e annoio il party. Uno del gruppo mi ha ferita gravemente, dopo avermi teso un agguato nella chat del vicolo che conduce alla taverna. Io neppure me ne ero accorta, dato che mi ero fiondata subito nella chat della taverna a bere, ma il moderatore ha detto che avrei dovuto accettare la sfida e combattere e non avendolo fatto mi beccavo i punti ferita e già mi andava bene che quell'altro non avesse fatto punteggio pieno chè altrimenti mi uccideva!
Ma... ma... questo per me NON è ruolare e men che meno giocare di ruolo!
Nelle land i ruolatori cercano avventure veloci, combattimenti frequenti e ricompense interattive da aggiungere al loro zaino automatizzato in stil videogame.
L'interazione tra personaggi non prevede la descrizione del pensiero, dell'emozione e dei sentimenti dei personaggi, ma la semplice descrizione breve di un'azione risolvibile a colpi di statistiche, modificatori matematici e lanci di dado. Se ne vien fuori una bella storia, è un puro caso, ma non è fondamentale.
L'unico imperativo che si pongono i creatori di lands è quello di limitare i Power Players, ma NON i Massacratori, di fatto favorendo un tipo di gioco in cui sono facilmente premiate le azioni puramente fisiche, mentre viene scoraggiato un eccessivo impiego del magico.
Spesso questo induce ad atteggiamenti “scorretti” e tutt'altro che improntati al “fair play” tra i giocatori, il che costringe i moderatori di turno a fare poi la voce grossa e i salti mortali per recuperare i casini che si vengono a creare. E dal momento che i membri di staff non sono mai così numerosi da potersi permettere di presidiare innumerevoli “ambienti di chat”, occorre creare differenze tra i giocatori e nominare sul campo alcuni “comandanti” e “capitani”, che – sempre che non si montino la testa e non diventino tanti piccoli dittatori – si assumeranno l'incarico di monitorare costantemente l'andamento delle chat tematiche per sedare eventuali risse sul nascere e mettere in condizione di non nuocere gli eventuali facinorosi recidivi.
Ma io volevo interpretare il mio personaggio: sono una principessa e non capisco perchè mai dovrei fare tutto quello che dice il capo delle guardie. D'accordo, sono l'ultima arrivata, ma questi comandanti o pseudo tali potrebbero almeno avere la pazienza di spiegare le cose come stanno con una certa chiarezza. Certamente ci devono essere delle regole uguali per tutti, ma... dove stanno scritte? E chi le stabilisce? I comandanti? Ma se sono ragazzini che a malapena sanno la differenza tra un chilo di pietre e un chilo di patate!
Tanto vale inventarmi il mio sito e ruolare per conto mio con gli amici che avranno voglia di interagire con me!
Le romantiche illusioni della mia principessa sono crollate miseramente di fronte alla spocchiosa arroganza di certi comandanti di land virtuali. Se almeno sapessero scrivere e trascinare in avventure coinvolgenti... ma scrivere troppo in una land è sinonimo di noia a quanto pare!
E' questo dunque il nuovo significato della parola “ruolare”? Non più raccontare interpretando, ma interpretare il surrogato del personaggio di un videogame? Sinceramente, con tutto il rispetto, non mi piace!
Ma la confusione raggiunge il culmine quando provi a proporre qualcosa di diverso. Inventi il tuo mondo, gli dai forma, scrivi mille pagine di storia per caratterizzarlo e alla fine, quando hai dato vita ad un'ambientazione credibile e dettagliata, con territori diversi e differenti organizzazioni sociali, culti, razze, popoli, mitologia, animali e piante, con entusiasmo inviti altri a condividerla. E quelli vengono, osservano un poco e subito se ne vanno, commentando con altezzoso disprezzo: “ma qui non c'è spazio per ruolare”, oppure “ma come fai a interpretare il personaggio senza un master che proponga una quest?”, o ancora “troppa roba da leggere... non si capisce niente!”.
Cavoli... neppure la parola “interpretazione” ha più lo stesso significato!
In teatro, mi hanno insegnato che interpretare significa dare corpo e/o voce al personaggio creato da un autore, filtrando i suoi sentimenti e le sue emozioni attraverso la fisicità e la sensibilità dell'attore. E' tutto molto chiaro e non c'è nessun equivoco al riguardo. E' mai possibile che in rete sussistano invece tali confondimenti e che non sia possibile interpretare un personaggio prestandogli le parole, le emozioni e i pensieri di un autore che interagisca con altri autori? E' mai possibile che senza un master/moderatore castigamatti, la gente non sia capace di dar vita a situazioni “giocabili”, “ruolabili”, “interpretabili”, ma soprattutto infine “narrabili”?
“Ah... ma tu non capisci. Il mondo si evolve, sei tu che sei rimasta indietro; sei obsoleta: aggiornati!”
Forse sono davvero obsoleta, ma non riesco proprio ad apprezzare il mare di pretenziosa spazzatura scribacchiato nei blog e spesso spacciato come “nuova cultura”.
Non riesco a comprendere la logica di un mondo in cui il tuo valore è stabilito dal numero di “amici” che metti in mostra, amici che magari neppure conosci e che probabilmente neppure si degnano di leggere le cose che hai scritto nel tuo spazio-vetrina!
Non capisco perchè la gente trovi il tempo di passare giornate intere a scambiarsi frettolosi saluti e sciocchi convenevoli nei social network e non trovi il tempo per fare una telefonata ad un amico che non vede da tempo!
E non capisco che ruolare al giorno d'oggi significa avere a disposizione automatismi “fighi” e interattivi, che consentano di concludere in fretta le azioni.
Scusa, se devo concludere in fretta, che gioco a fare? Io quando mi diverto, non vorrei mai smettere!
Quindi, miei cari signori della fretta globalizzata, vi prego, NON visitate il sito di Ashura, poiché non vi trovereste nulla che sia alla vostra altezza: la nostra terra NON è una land di ruolatori come li intendete voi e neppure un contenitore di strumenti per gdr. Ashura non è ancora del tutto compiuta, ma è dedicata soprattutto a coloro che amano LEGGERE e – udite udite – SCRIVERE. Non è necessario essere scrittori eccelsi: per diventarlo occorre perseveranza, costanza e pazienza, ma per scrivere basta la voglia di mettersi in gioco, un pizzico di entusiasmo e di immaginazione.
Lo scenario delle Oasi di Ashura è stato creato apposta per ispirare e narrare, giocando con le parole e con i personaggi. Quindi sappiatelo e - se verrete a visitarci – non aspettatevi di trovare sempre la pappa pronta. E soprattutto, se appartenete alla sofisticata razza dei ruolatori da land, evitateci pure: perderemo tutti meno tempo perchè la vita di Ashura viaggia sulle ali di qualcosa che probabilmente non possedete: la Fantasia!
by Lunastella Tasso
Dall’oriente nebbioso e spento
Già un’alba d’ombra tramonta,
sfera sbiadita in lucore sfumato.
Dietro al sipario memorie del tempo,
confuse voci di vivi e di morti:
dal confine, sussurrano richiami.
Giace il Re dell’Anno, sull’altare,
cervo possente sacrificato,
demonio inquisito dal vincitore
Dorme la terra intrisa di sangue.
Non vi è certezza del ritorno
Nel caldo di un ghiaccio dissolto
La Ruota dell'Anno ritorna al punto di partenza e la luce lentamente cede il posto all'oscurità, nella stagione del sonno e del sogno, quando la terra si ricopre di un bianco lenzuolo di neve per preparare la gestazione dei nuovi semi che germoglieranno a Primavera.
E' il tempo di Samhain, il Capodanno celtico, quando il velo tra i mondi si assottiglia e gli spiriti dei trapassati sussurrano nella nebbia e ne varcano il confine per tornare - per pochi giorni soltanto - ad interagire con coloro che ancora si muovono sul piano dimensionale del cosiddetto "mondo dei vivi".
E' una festa antica, il cui significato profondo sopravvive nei cuori degli uomini, anche sotto alla patina cristianizzata della festa di Ognissanti.
Il culto dei morti è infatti legato alla Memoria di coloro che ci hanno lasciato e non è difficile riscontrare, nel sacrale tempo dei crisantemi, usanze che appaiono superstiziose, ma che sono in realtà ascrivibili a quel tempo antico in cui i nostri progenitori celti dimoravano in gran parte dell'europa.
Ricordo ad esempio che mia nonna, pur essendo fervente cattolica, manteneva l'usanza di lasciare la tavola apparecchiata nella notte tra la festa dei santi e quella dei morti "perché i morti potessero venire a mangiare alla tavola dei vivi" e guarda caso, al banchetto di Samhain si usa apparecchiare un posto in più per gli abitanti dell'Altromondo che vengono in visita nel nostro.
Per il druidismo Samhain non è soltanto una ricorrenza di commemorazione e soprattutto non è ammantata di mestizia e lacrime come avviene per le feste cattoliche dei Santi e dei Morti. Al contrario, così come - secondo il calendario Gregoriano - il mondo festeggia il Capodanno il 31 Dicembre, i druidi - che seguono il calendario solare legato al ciclo della terra e delle stagioni - festeggiano il Capodanno a Samhaine, quando la luce appare sconfitta dall'oscurità e la natura si addormenta (cioè "muore"), dopo aver terminato il suo ciclo fertile e produttivo.
I popoli del mondo anglosassone - che sempre si distinguono per usanze e tradizioni dai popoli cosiddetti "latini" - festeggiano Halloween, mescolando ingredienti pagani e cristiane superstizioni, in una allegra sarabanda "stregonesca" che serve soprattutto ad esorcizzare la paura di quello che non si conosce.
Intorno all'anno mille, in Francia, il cristianesimo era la religione dominante in gran parte del territorio, ma i culti pagani legati al ciclo della terra e del raccolto erano ancora fortemente radicati nella popolazione prevalentemente contadina, e si usava festeggiare Ognissanti con una grande parata di maschere stravaganti e colui che indossava la maschera più orripilante (o chiunque fosse già brutto o deforme di suo) veniva eletto Re dei Matti e aveva diritto di veder soddisfatto ogni suo desiderio per tutto il giorno, al termine del quale un gigantesco pupazzo rappresentante il folle veniva bruciato in un grande falò appositamente allestito nella piazza principale. E' evidente il richiamo alla tradizione celtica del "Re dell'Anno", che pare avesse però un epilogo ben più cruento, poiché era lo stesso Re dell'anno precedente a venir bruciato nel falò cerimoniale dopo essere stato servito e riverito da tutto il Clan per un intero anno. Era però un ambito onore incarnare il Re dell'Anno e coloro che accettavano questo ruolo lo facevano su base volontaria ed erano consapevoli del destino a cui andavano incontro e del fatto che sarebbero stati comunque onorati anche i loro familiari dopo la loro morte. Questo appare incomprensibile per il corrente modo di pensare dei "moderni", che considerano la morte come la fine di tutto, ma è perfettamente normale per il modo di pensare dei Celti, che erano convintissimi dell'immortalità dello spirito e del suo reincarnarsi per un nuovo ciclo dopo la necessaria trasformazione della morte.
Ma torniamo al Capodanno Celtico per il moderno druidismo. Samhain come dicevo apre e chiude la Ruota dell'Anno ed è la principale delle quattro ricorrenze denominate Feste del Fuoco che sottolineano le varie fasi legate al ciclo della natura.
Samhain è una festa dal duplice aspetto - così come sempre avviene per la spiritualità druidica in cui non vi è mai una netta linea di demarcazione tra gli opposti che sempre convivono nel medesimo istante poiché l'uno non avrebbe alcun valore senza l'altro, esattamente come avviene per la luce e per le tenebre. Ed ecco dunque che mentre la luce decresce, già si traguarda al tempo in cui essa tornerà a ridestare la terra e - nel tempo del sonno e del sogno - si progetta il futuro che verrà, preparando il terreno per la prossima semina e per il nuovo raccolto dell'anno che comincia. E comincia nell'oscurità esattamente come avviene per la vita umana, che prende forma nel buio tiepido del ventre materno.
Morte e nascita sono così associate in un continuum unico che alterna un ciclo all'altro, per permettere allo spirito di evolversi di vita in vita, trasformandosi infine nel Dio o nella Dea che dimora nell'Annwn - l'Altromondo (un concetto per molti aspetti assimilabile a quello della Duath degli Antichi Egizi, il Mondo Capovolto di cui Osiride è sovrano).
Samhain è dunque il periodo dell'anno in cui il velo tra i mondi si assottiglia ed è possibile interagire con gli Antenati che in questa ricorrenza (che in tempi antichi durava per una quindicina di giorni circa e non uno o due giorni come accade adesso) tornano a visitare i luoghi in cui hanno vissuto e gli uomini che attualmente vi transitano.
La festa è dedicata alla Dea Ceridwen che nel suo magico Calderone rimesta gli ingredienti dell'anno futuro, in cui tutte le possibilità sono presenti contemporaneamente e saranno poi le scelte degli uomini a fissarle negli accadimenti della loro realtà. La Dea può anche assumere le sembianze di una orrenda megera, la Cailleach, che può apparire agli uomini come una Vecchia Saggia che ammonisce o come una profetessa di sventura per coloro che stanno intraprendendo un cammino che non porta all'evoluzione dello spirito.
E' anche la festa dei Bardi, di cui la stessa Ceridwen è patrona e dopo il rito e il tradizionale banchetto, è consuetudine trascorrere la veglia ascoltando i racconti e le creazioni musicali e/o poetiche che i bardi compongono appositamente per questa ricorrenza. In talune terre "celtiche" vige ancora l'uso delle disfide bardiche, in cui i bardi si affrontano "a colpi" di composizioni poetiche estemporanee composte e recitate sul momento e vince colui che riceve i più calorosi applausi dal pubblico.
Il periodo di Samhain è anche favorevole per la divinazione e la consultazione degli Oracoli poiché a causa dell'assottigliarsi della fragile cortina che divide i mondi, è più facile avere accesso alla dimensione dell'infrarosso, ove risiedono le trame che i pensieri degli uomini stanno fissando per il prossimo futuro; il vate prendendone visione può quindi trarre auspici attendibili sugli accadimenti in divenire.
A taluni può anche accadere - in questa magica notte - di trovarsi ad affrontare la parte più oscura di se stessi, quella che solitamente viene celata nei più reconditi anfratti del subconscio, quella che si preferisce ignorare perché considerata "mostruosa"; è una buona occasione per osservare, analizzare, prendere coscienza e integrare queste parti di noi che tendiamo ad ignorare poiché solo facendolo potremo andare oltre lungo il percorso della conoscenza e divenire persone consapevoli e capaci di pensare con la propria testa.
Un tempo gli uomini erano forse meno fragili di noi moderni e non avevano paura di incontrare se stessi, i trapassati e financo il destino e le feste di Samhain si protraevano per più di dieci giorni, ma con il progressivo abbandono della visione dualistica, gli umani hanno cominciato a temere e considerare nemico tutto ciò che è "occulto" - cioè nascosto - foss'anche il loro stesso spirito e dunque anche il periodo di Samhain si è drasticamente ridimensionato a due soli giorni - e una sola notte - di ricorrenza.
Perché è comunque innegabile che in questa notte "qualcosa" avviene. Che si tratti di un sabba sfrenato o di una visione pallida ed evanescente, il velo è sottile e gli uomini sono più sensibili ai sogni ed ai messaggi dell'Altromondo, che questi provengano dal subconscio o da un vero e proprio "adilà".
La nebbia è la vera padrona di questa stagione e nella bruma si sa che l'occhio si confonde e percepisce cose che il cervello - programmato su altre sintonie - spesso rifiuta di registrare se non come labili tracce di "qualcosa che non c'è".
"Di buon ora siamo risaliti sulla scialuppa, decisi a sfruttare le ore di luce per esplorare un ennesimo ramo del grande estuario. Sono ormai diversi giorni che sondiamo il monotono fascino di questo labirinto verde. Il cielo senza nubi, l'aria pura e immobile. Il grande fiume sospinge le sue acque nutrendo un'immensa foresta, migliaia di creature innocue e letali prosperano nel suo ventre, attingendo ad un nutrimento che a noi pare negato."
Saga Fantasy ambientata nelle Oasi di Ashura
di Syon e Lunastella
Scarica liberamente l'e-book - www.oasiashura.net
Questo passaggio del “Diario di Caen” segna l’inizio di una grande avventura, che porterà il capitano dell’Arpia - il barbaro corsaro Syon - e la sacerdotessa Hashepsowe fino all’estremo confine del mondo d’acqua conosciuto, per ritrovare un antico artefatto - lo Scettro di Antheas - che sembra essere l’unica possibile arma in grado di arrestare le fosche trame dei Mercanti di Bangor e dei loro oscuri signori: i Negromanti di Mur, una setta che semina morte e devastazione tra gli inermi abitanti delle coste e che presto potrebbe giungere in forze a minacciare la stessa Ashura.

ed è scaricabile in formato pdf e-book per tutti coloro che hanno voglia di leggere una storia avventurosa e fantasiosa, nata dalla collaborazione “di penna” di due storici frequentatori della nostra community: Syon e Hashepsowe che, narrando le avventure dei loro personaggi virtuali nelle terre di Ashura, hanno dato vita ad una saga appassionante e ricca di colpi di scena.
Questo evento mi riempie di soddisfazione e di gioia perchè è la prima volta che, dopo tanti anni di elucubrazioni mentali e scrittura più o meno a fondo perduto, uno dei nostri racconti interattivi trova conclusione e compimento in una Storia che ha un inizio, una trama, azioni e personaggi ben delineati e naturalmente una conclusione. I primi capitoli di questa lunga avventura sono stati scritti agli albori della nostra terra, quando ancora eravamo pieni di entusiasmo e di parole fumose. Ma la passione, la volontà e la tenacia del buon Syon hanno saputo trascinare la storia fino alla parola fine, non accontendandosi poi di quella prima rozza e frettolosa stesura, ma costringendosi (e costringendomi) a quel minuzioso lavoro di rilettura, revisione, correzione e verifica di congruenza che ha portato al risultato finale che oggi vede finalmente la luce.
Non so se quello che abbiamo scritto abbia un valore intrinseco oppure no, ma per noi di Ashura ha comunque un valore immenso perchè è il compimento di un lavoro serio, a tratti divertente e a tratti meno, che è comunque espressione di una parte del nostro cuore.
Ai lettori l’ardua sentenza!
Per parte nostra non ci resta altro se non sperare che altri possano godere della storia nata da questo intreccio di penne e augurare a tutti buona lettura!
Saga Fantasy ambientata nelle Oasi di Ashura
di Syon e Lunastella